Palazzo delle terme Foro Italico

 

PALAZZO DELLE TERME
Denominazione ufficiale dell’edificio: Palazzo delle Terme.
Localizzazione: Complesso Foro Italico (ex Foro Mussolini), piazza Lauro de Bosis (via Leopoldo Franchetti), Roma.
Destinazione originaria dell’edificio: Piscina olimpionica, uso sportivo.
Date principali: 1928-1937 (inizio-fine costruzione), 1960(ampliamento)
Progetto assegnato con: Incarico diretto.
Progettisti: Costantino Costantini (ingegnere ed architetto), Antonio Baldini, Luigi Moretti.
Altri soggetti in relazione con il progetto: Giulio Rosso, Angelo Canevari, Gino Severini (mosaici); Silvio Canevari (statue).
Committenza/promozione: Opera Nazionale Balilla (Pubblico)
Tipologia/destinazione d’uso: Sportiva.
Materiale utilizzato per la costruzione: Cemento armato, laterizi (marmo, tramezzi), linoleum.
Bibliografia di riferimento: Piacentini M., Il Foro Mussolini in Roma. Arch. Enrico Del Debbio, in ARCHITETTURA, febbraio 1933, fascicolo II, pp. 65-75

INSERIMENTO NEL CONTESTO

L’area scelta per la realizzazione della città dello sport fu la zona a nord di Roma, adagiata tra le colline di Monte Mario, i colli della Farnesina e il Tevere, risultando così collegata urbanisticamente tra le vie consolari Flaminia e Cassia a nord e Appia a sud. In particolare la via Flaminia collega il Foro al centro della città tramite il ponte Duca d’Aosta, che funge da direttrice. La natura della zona in cui l’edificio ed in generale il Foro Italico si inserisce, era in origine depressa ed il terreno risultava paludoso. Questa caratteristica consentì la costruzione degli impianti di gioco ad invaso, incavati nel terreno, e per questo motivo il piano di campagna originale fu alzato di oltre 5 metri, bonificando tutta l’area che si estende per un superficie di circa 80 ettari. In seguito alla realizzazione del Foro l’area venne vincolata a verde perenne con decreti che vennero emanati tra il 1931 ed il 1957 ed in seguito sintetizzati in un unico decreto, il numero 925, emesso il 6 luglio 1960, regalando alla città di Roma uno dei più vasti polmoni verdi, nel rispetto del paesaggio esistente.

DESCRIZIONE

All’interno del Foro Mussolini, oggi Foro Italico, alla sinistra dell’Accademia, si colloca un duplice edificio, il Palazzo delle Terme, progettato dall’ingegnere Costantino Costantini. Strutturato sul concetto di due corpi longitudinali paralleli, collegati da uno trasversale pensile, il palazzo delle Terme, ospita al suo interno l’Accademia di Musica, le Piscine coperte e la Palestra del Duce. Costantino Costantini progettò l’edificio, oggi Palazzo dell’ISEF e sede dell’Auditorium della Rai, collocandolo alla sinistra del monolite, in posizione simmetrica rispetto all’Accademia di Educazione fisica di Del Debbio. Entrando nell’edificio si ha un primo, magniloquente impatto con la luminosa Piscina coperta, che conserva splendidi mosaici pavimentali realizzati da Giulio Rosso e mosaici parietali, opera di Angelo Canevari. Su uno dei due lati lunghi della vasca, una vetrata consente alla luce naturate di entrare nell’ambiente, sul lato opposto una gradinata può ospitare fino a duemila persone. La piscina coperta è oggi utilizzata per gare ufficiali di pallanuoto nonché insieme al trampolino per allenamenti di nuoto e tuffi. Salendo al primo piano dell’edificio, troviamo una piscina pensile per bambini, e la famosa Palestra del Duce. La piscina misura 25 metri ed è celata nel ponte teso tra due grandi edifici, sospesa sul nulla come una nuvola squadrata. E’ l’ idea platonica della piscina, acqua sottratta al fluire del tempo e consegnata all’ ordine eterno delle idee. Senza gridare i bambini nuotano sopra al disordine del mondo in quella scatola perfetta come un tempio, come un sogno d’ acqua dolce.  La palestra venne commissionata dal Duce e proggettata nel 1936 da Luigi moretti. L’ingresso e un piccolo vestibolo, all’interno del quale si trova un mosaico pavimentale a tessere di marmo bianco, nero e rosso disegnato da Gino Severini, immettono nella zona principale destinata alla ginnastica del Duce. In un angolo di questo ambiente venne ricavato un piccolo spazio per il riposo e il ristoro, separato per mezzo di una composizione di lastre di marmo intarsiate nel linoleum e arredato con poltrone, una ghiacciaia, un porta-frutta e una pianta in vaso. Un grande schermo rivestito di marmo divide l’ambiente principale dalla fascia dei servizi distribuiti su due livelli: al livello inferiore, trovavano posto gli spogliatoi, il bagno e la doccia, mentre al livello superiore, servito da una scala elicoidale, era alloggiato uno spazio per la cura del sole artificiale. L’arredamento, estremamente semplice, non fu disegnato espressamente. Uno dei lati lunghi presentava una serie di finestre, chiuse da una grande tenda in crespone di tinta ocra forte, che filtrava la luce naturale in modo da illuminare l’ambiente con una luce costante al variare del giorno e della sera. Grande importanza venne invece dedicata all’apparato decorativo: particolare attenzione venne data al rivestimento marmoreo disposto con le venature a specchio a quadruplice apertura, alle statue in bronzo dorato, un arciere ed un fromboliere, opera di Silvio Canevari, usate da Moretti per indicare le direttrici spaziali del vuoto della sala, ed ai mosaici a tessere di marmo nero e bianco con figure su cartone realizzati da Gino Severini. La pianta dell’ambiente è un rettangolo allungato con accesso sul lato corto. La partizione dello spazio avviene per mezzo di tramezzi rivestiti di marmo: uno, posto a fianco dell’ingresso, un secondo ortogonale rispetto al primo, posto di fronte agli spogliatoi. La struttura portante è intelaiata in cemento armato. Le pareti della palestra e i pavimenti degli ambulacri sono rivestiti in pavonazzetto. Il pavimento della palestra è stato realizzato in linoleum sughero verde intenso mentre il pavimento dell’area di riposo è costituito da lastre di marmo intarsiate nel linoleum. I soffitti della sala principale sono rivestiti in intonaco normale tinteggiato di ocra chiaro, mentre porzioni di pareti non sono rivestite di marmo bensi’ di un marrone noce scuro. Per quanto concerne le pareti dello spogliatoio, quella esterna è rivestita in mosaico, quella interna in quercia naturale. Raffinatezze come l’uso delle lastre marmoree che disegnano graficamente la parete, il sistema di appoggio delle sciabole e gli inserti di Severini, fanno acquisire al piccolo ambiente una immagine di aulica modernità che ha pochissimi eguali nel panorama del moderno italiano. All’epoca il Duce non gradì l’eccessivo lusso della palestra, che contrastava vistosamente con l’immagine di austerità che egli voleva pubblicamente dare di sé e della propria vita familiare. A differenza delle due piscine, che continuano a svolgere il ruolo per il quale vennero realizzate, la palestra oggi è impiegata come sala per mostre e convegni. La storia e la realizzazione del progetto del Foro Italico hanno inizio nel 1926 con l’istituzione dell’Opera Nazionale Balilla. L’intenzione di Renato Ricci, Presidente dell’O.N.B., fu quella di realizzare una “città dello sport” creando così una realtà sportiva, architettonica e urbana capace di coniugare tradizione architettonica romana e modernità. Il Foro Mussolini è ritenuto uno dei più attrezzati e funzionali centri sportivi del tempo, ispirato all’antico “gymnasium” greco-romano e gli impianti sportivi furono progettati secondo il modello degli stadi di Olimpia e della Grecia antica. Per la realizzazione del Foro, Ricci scelse architetti, ingegneri ed artisti, molto validi e tutti giovanissimi . Nel 1928 fu posata la prima pietra della Scuola Superiore Fascista di Educazione Fisica, oggi Palazzo H del CONI, opera dell’architetto Enrico Del Debbio. Dello stesso progettista sono: lo stadio dei Marmi, il posizionamento dello stadio dei Cipressi (oggi Stadio Olimpico), la Foresteria sud e l’attuale Ministero degli Affari Esteri, progettato insieme a Arnaldo Foschini e Vittorio Ballio Morpurgo. In occasione dei Giochi Olimpici del 1960 verranno realizzati da Annibale Vitellozzi, Carlo Roccatelli e Cesare Valle l’ampliamento dello Stadio Olimpico e da Del Debbio e Vitellozzi lo Stadio del Nuoto. Opera dell’architetto ed ingegnere Costantino Costantini sono i progetti del Palazzo delle Terme, oggi edifico delle Piscine CONI, dell’ Obelisco, del complesso del tennis e della Foresteria Nord. Altro autore del Foro è l’architetto Luigi Moretti che ha firmato capolavori come la Casa delle Armi, la palestra del Duce (all’interno del Palazzo delle Terme ) e il Piazzale dell’impero, oggi viale del Foro Italico. Il Foro Italico è stato considerato uno dei più avanzati centri sportivi del mondo, fulcro e simbolo dello sport italiano. Oggi come allora il Foro è teatro di sport e cultura nel quale coesistono impianti sportivi, architettura e verde in perfetta armonia.

VALUTAZIONE E RIFERIMENTI

Osservando il Palazzo delle Terme, realizzato da Costantino Costantini, sorge spontaneo un confronto con il similare edificio, posto in posizione simmetrica rispetto a Piazzale dell’Impero ed al Monolite, opera dell’architetto Enrico Del Debbio ed oggi sede nazionale del CONI. Esso è costituito da due corpi di fabbrica di uguali dimensioni e struttura, uniti tra loro da un cavalcavia, all’interno del quale si trova l’Aula Magna, ricca di decorazioni parietali. Per via della particolare forma assunta dalla planimetria, l’edificio è definito anche palazzo ad “H”. Elementi decorativi esterni sono timpani spezzati, nicchie, colonne, modanature ed elementi in travertino che spiccano sul rosso scuro dell’intonaco. Nella struttura esterna, i due edifici risultano essere molto simili, sia nei materiali impiegati, sia nei dettagli lungo le facciate, sia nella forma della pianta che li caratterizza particolarmente. Il palazzo di Del Debbio, progettato nel 1927, fu il primo ad essere costruito all’interno del Foro ed è evidente l’ispirazione a questo da parte di Costantini per la realizzazione della sua opera. Qualche differenza, possiamo invece ricercarla nella destinazione d’uso. Il Palazzo delle Terme, esclusa la Palestra del Duce che oggi ospita una sala convegni, è stato realizzato esclusivamente per la cura del corpo e per l’allenamento del fisico e ieri come oggi le sue piscine sono utilizzate per l’attività natatoria. Il palazzo ad H, dove al suo interno troviamo circa 10 palestre attrezzate e 2 vasche, oltre che per l’attività motoria, è stato da sempre impiegato in particolare per la cura della mente, ospitando dal 1928 l’Accademia Fascista Maschile di Educazione fisica, divenuta nel 1952 l’Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) ed infine nel 1998, la quarta università statale di Roma, l’Universita degli Studi di Roma “Foro Italico”. E’ l’unico ateneo italiano, ed uno dei pochi in europa, ad essere interamente dedicato all’attività motoria e allo sport.

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